sabato 1 settembre 2007

MiFid e Private Banking



Il settore del Private Banking ha avuto uno sviluppo notevole in Italia negli ultimi anni (afflusso capitali dagli "scudi fiscali",aumento della clientela "facoltosa") e ricopre un ruolo fondamentale all'interno delle strutture finanziarie nazionali. La nuova normativa MiFid incide sull'organizzazione delle strutture di Private Banking non direttamente sui processi di negoziazione e trading,che tradizionalmente NON sono contemplati in queste strutture dove l'attività titoli e' principalmente di raccolta ordini(per la MiFid -execution only-). Ma numerosi altri aspetti sono da considerare e in particolare:

-le gestioni patrimoniali (come da mio articolo Gestioni patrimoniali e MiFid)e in particolare le GPF (come ricordato nell'ultima newsletter Gpf e MiFid)

-l'informativa alla clientela e la classificazione della stessa alla luce della nuova normativa(mio articolo MiFid:un aiuto ai risparmiatori?)

-inducements (problematiche connesse al dover dichiarare tutte le commissioni percepite-vedi fondi distribuiti)

-conflitti di interesse (problematiche connesse alla distribuzione di prodotti della casa,"consigli" personalizzati di azioni magari collocate dallo stesso gruppo)

-consulenza e necessità di implementare le strutture con servizi di advisory (scelta se intrapredere la "via" della consulenza remunerata o no)

-redazione di un documento di execution policy e obbligo comunque di revisione temporale

-inserimento della funzione di responsabile della compliance

-ampliamento dell'offerta di prodotti di case di investimento(fondi collettivi) nell'ambito della miglior offerta globale alla clientela .

7 commenti:

Cristiano ha detto...

Argomento Gestioni patrimoniali. Dalla normativa si evince che, trattandosi di prodotti personalizzati, potranno e dovranno essere venduti solo in regime di consulenza, ergo con verifica di adeguatezza.
Esistono a tuo parere altre tipologie di prodotti che avranno questo vincolo?

miki ha detto...

dove posso trovare il testo completo del decreto di recepimento?

Cormon ha detto...

Per Cristiano. La normativa parla di verifica di adeguatezza per le due tipologie di servizi separati, io ,personalmente,NON ho trovato l'obbligo divieto sulle gestioni individuali(secondo la vecchia terminologia)di proporle senza consulenza(anche perchè è implicita).Invece la consulenza dovrebbe "rafforzare"il concetto di miglior servizio e inducements per il risparmio amministrato e la vendita di fondi.

Lo schema di decreto di recepimento e i regolamenti attuativi(in consultazione)sono sul sito www.consob.it

Cormon

Cristiano ha detto...

Quindi tu interpreti la definizione di Consulenza come una possibilità e non un obbligo in caso di Gestioni? Mi spiego meglio: sono un promotore e propongo una Gestione Patrimoniale in fondi ad un cliente. Se la verifica di adeguatezza non va a buon fine sono impossibilitato a venderla o posso passare al regime di collocamento (con la sola appropriatezza)?
E' un punto molto critico perché andrebbe a minare alcune operatività introducendo un vincolo molto forte.
Tu come la vedi?

miki ha detto...

a quello ci era arrivato anche io, io cerco il testo approvato il 30 agosto dal consiglio dei ministri.
grazie in anticipo

Cormon ha detto...

Gentile Miki,
il decreto di recepimento MiFid non è altro che lo schema di recepimento Consob di luglio che è stato approvato integralmente...per essere precisi ho "estrapolato" il commento del sole 24 del 30 agosto...
30 agosto 2007
Via libera alla direttiva Mifid sui mercati finanziari: i documenti



Regolamento MERCATI
Recepimento della direttiva 2004/39/CE (MiFID) in materia di trasparenza delle negoziazioni, segnalazione delle operazioni concluse e organizzazione e funzionamento delle trading venues
Regolamento INTERMEDIARI
Il nuovo regolamento intermediari tra disciplina comunitaria e scelte nazionali
Documento di consultazione - temi preliminari
Schede di approfondimento: i servizi e le attività di investimento - Alcune nozioni
Testo normativo proposto




Il Consiglio dei ministri ha approvato in via definitiva il decreto che recepisce la direttiva Mifid sui mercati finanziari. A inizio novembre è attesa l'entrata in vigore a regime delle norme a livello europeo. L'approvazione odierna deve essere seguita da quella di una serie nutrita di regolamenti attuativi. Il decreto contiene infatti le linee generali entro cui attuare la riforma ma non interviene sulla identificazione dei nuovi strumenti finanziari e sui soggetti abilitati agli interventi, che vedono in primo piano Gme e Borsa Italiana.
Su questo problema tornerà al lavoro, nei prossimi giorni, l'apposito tavolo attivato presso la Presidenza del Consiglio e costituito da Mse, Tesoro, Politiche Europee,
Consob e Autorità per l'Energia.
Il decreto legislativo, presentato su proposta dei ministri per le Politiche europee, Emma Bonino, e dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa recepisce la direttiva
2004/39 in materia di mercato degli strumenti finanziari. La nuova disciplina, si legge nella nota diffusa da Palazzo Chigi, interviene in materia di vigilanza sugli intermediari, sui servizi e le attività di investimento, sull'operatività transfrontaliera, nonchè sulla gestione collettiva del risparmio, i provvedimenti ingiuntivi, i mercati e la gestione accentrata di strumenti finanziari ed amministrativi. Sul testo sono stati acquisiti i pareri
delle Commissioni parlamentari.
Il provvedimento stabilisce in particolare l'abbandono del principio della concentrazione degli scambi nei mercati regolamentati a favore di quello della concorrenza fra trading venues alternativi (mercati regolamentati, sistemi multilaterali di negoziazione e gli internalizzatori sistemici) imponendo regole di trasparenza più stringenti per gli intermediari. Gli operatori saranno tenuti ad operare «con diligenza, correttezza e trasparenza al fine di assicurare l'integrità dei mercati» e a pubblicizzare i
prodotto finanziari con comunicazioni «corrette, chiare e non fuorvianti».
Il provvedimento ridisegna inoltre l'attribuzione delle competenze di vigilanza tra Consob e Banca d'Italia che, tra l'altro, stipuleranno un protocollo d'intesa per definire chiaramente le rispettive competenze.
Nel dettaglio, Via Nazionale avrà competenza nelle materie prime strettamente attinenti alla tutela della stabilità, mentre l'Autorità presieduta da Lamberto Cardia avrà
competenza sulle materie strettamente attinenti alla tutela della trasparenza e alla vigilanza sulla correttezza dei comportamenti.
La direttiva istituisce, inoltre, l'Albo dei consulenti indipendenti, attribuendo al ministero dell'Economia il potere di emanare il relativo regolamento in termini di requisiti di professionalità, onorabilità, indipendenza e patrimoniali dei consulenti.
(agenzia radiocor)

30 agosto 2007
Cormon

william ha detto...

Si è vero che sul decreto di recepimento non c'è nulla di particolare ma contestualmente sono stati acquisiti i pareri delle commissioni quelli sono importanti per verificare i cambiamenti che saranno apportati al nostro TUF